Il trattamento della stenosi e della mielopatia cervicale

Comprendere e affrontare la stenosi e la mielopatia cervicale è fondamentale per la vostra salute. Scoprite come i nostri specialisti possono aiutarvi a riprendere il controllo della vostra vita e migliorare la vostra qualità di vita.

Stenosi cervicale: un problema da non sottovalutare

La stenosi cervicale, causata da artrosi o traumi, può comprimere la corda midollare, provocando infiammazione e paresi. Intervenire tempestivamente è cruciale per evitare il peggioramento dei sintomi.

Decompressione chirurgica

Nei casi più severi, è necessario un intervento chirurgico per decomprimere la corda midollare. L'operazione può essere eseguita da dietro la nuca o da davanti al collo, sostituendo dischi o vertebre con protesi metalliche.

Recupero e miglioramento

Se trattata tempestivamente, la mielopatia cervicale può portare a notevoli benefici con il ripristino del tono e della forza muscolare agli arti, migliorando significativamente la qualità della vita.

La decompressione della corda midollare, spesso eseguita con tecniche chirurgiche microscopiche e monitoraggio neurofisiologico, è essenziale per arrestare la patologia mielopatica e prevenire una progressiva paresi.

Tecniche all'avanguardia 

Utilizziamo tecniche chirurgiche microscopiche e monitoraggi neurofisiologici intraoperatori per garantire la massima precisione. Questo approccio avanzato mira ad arrestare la patologia mielopatica e a prevenire la progressiva paresi degli arti, che potrebbe portare a deficit permanenti, minimizzando i rischi della chirurgia.

Quando intervenire è fondamentale

Se le gambe iniziano a perdere forza e una risonanza magnetica evidenzia un segnale mielopatico, è doveroso intervenire immediatamente. Valutare e affrontare la situazione nel migliore dei modi prima che sia troppo tardi e i sintomi diventino irreversibili è la nostra priorità.

60 aa con perdita progressiva di forza alle gambe

Antonio B. aveva sempre maggiore difficoltà a svolgere una semplice passeggiata. Percepiva le gambe sempre più pesanti e, quando faceva le scale, tendeva ad inciampare negli scalini. Le gambe poi progressivamente sembravano sempre più rigide e legnose, con la sensazione di non sapere bene dove metteva i piedi. Si decide ad eseguire una RMN cervicale e i risultati lo lasciano sbalordito: l'artrosi aveva causato una calcificazione di due dischi, i quali esercitavano compressione notevole sulla corda midollare. Quest'ultima era schiacciata terribilmente! Cosa fare? 

L'intervento in microchirurgia e la salvezza

Antonio si rivolge a maldischiena.net, che lo mette in comunicazione con un neurochirurgo che lavora presso un grande ospedale della Capitale, il quale, valutata la gravità della situazione, e spiegato ad Antonio i rischi di rimanere irrimediabilmente su una sedia a rotelle, interviene subito, asportando i due dischi artrosici e sostituendoli con protesi avvitate direttamente nell'osso. In due giorni Antonio torna a casa, e, piano piano, inizia a percepisce che le gambe sono più sciolte, e lui riesce a riprendere a passeggiare senza perdita di forza e senza inciampare più. Il pericolo ormai è scampato

72 aa e non poter più ballare!

La signora Maria non aveva più il passo di una volta nel liscio; e questo non solo per l'età, ma anche perché, da alcuni mesi, dopo pochi minuti provava affaticamento alle gambe, in particolare a quella destra, e doveva per forza fermarsi. Viene visitata da un fisioterapista di maldischiena.net, che, non convinto della sua situazione clinica, le consiglia una risonanza cervicale ed una visita neurochirurgica. In effetti la risonanza metteva in evidenza una grave deformità della colonna e gli esami neurofisiologici prescritti dal neurochirurgo, rivelavano che gli stimoli avevano ormai un grande rallentamento, con progressiva paraparesi. Si rendeva necessario un intervento per decomprimere e riallineare, almeno in parte, la colonna cervicale della signora Maria

Artrodesi anteriore e recupero funzionale!

Il Neurochirurgo ricovera la signora presso un grande ospedale, e, dopo le valutazioni anestesiologiche e neurologiche, procede con un intervento dal davanti, asportando l'artrosi tra le vertebre e inserendo delle gabbie al posto dei dischi, effettuando cioè quello che viene definita 'artrodesi' anteriore. Il recupero è immediato; dopo due giorni la signora è già a casa e sente che le gambe progressivamente riacquistano forza; per tornare a ballare però, dovrà aspettare altri tre mesi!

Un banale incidente col motorino poteva portare a conseguenze irreversibili

Mattia guida il motorino da anni con maestria, ma quel giorno, per una pozzanghera, slitta e cade quasi da fermo. Nella caduta urta il capo e si provoca una distorsione alla cervicale. Niente di serio, pensa. Ma nei giorni a seguire percepisce il dolore cervicale sempre più forte e, con paura, si accorge con una gamba gli sembra più debole dell'altra. Maldischiena.net lo indirizza urgentemente presso un centro diagnostico per eseguire una Risonanza cervicale ad alto campo, questa evidenzia che la caduta di due giorni prima gli aveva procurato una frattura sulla seconda vertebra cervicale e che questo gli stava causando una compressione acuta sul midollo, con notevoli rischi per la funzionalità alle gambe. 

Stabilizzazione chirurgica urgente!

Sempre tramite maldischiena.net, Mattia consulta urgentemente un Neurochirurgo, che provvede ad immediato ricovero. Dopo un ulteriore TC, il chirurgo provvede a riallineare il frammento fratturato e a stabilizzarlo con una vite. Mattia è salvo, e, dopo un breve periodo di collare cervicale, ricomincia a fare tutto senza limitazioni; a due mesi dall'intervento si ritrova nuovamente in sella del suo motorino!